Le acque lustrali sono state e sono tutt ora usate in vari ambiti religiosi.

Anche il cristianesimo ha fatto sua l usanza antica di utilizzare l acqua per le cerimonie religiose .

L uso dellacquasantiera all ingresso delle chiese ad esempio richiama la presenza di un bacile di trachite all ingresso di templi,nuraghi e pozzi sacri.

 Nella accurata descrizione  degli scavi all interno del santuario nuragico di Serri  il Taramelli  annot la presenza di un bacile in trachite appena varcato l ingresso dal lato sinistro della curia o capanna delle riunioni.

Tale bacile era in tandem con altri reperti dal chiaro carattere cerimoniale-religioso:sempre sul lato sinistro presso il muro ad una distanza di tre metri venne rinvenuta una piccola ara, un cippo e incastrato nel muro un altro bacile rettangolare

.Un altarino elegantemente lavorato fu trovato durante i primi scavi anche nel vestibolo del primo pozzo di Matzanni:testimonianza di un uso sacrale della costruzione.

Un altarino di simile fattura fu trovato anche nel pozzo C ,o terzo pozzo in tempi relativamente recenti. Esso stato preso dagli scavatori e portato a Villacidro dove si trova tuttora presso il museo sacro ex-oratorio,davanti alla chiesa di S. Barbara. 

Il pozzo sacro l edificio che sembra aver la sua ragione d essere nel culto delle acque.

In Sardegna esistono tuttora molti esempi,pi o meno conservati di pozzi sacri risalenti al periodo nuragico.

 Nella localit Matzanni in territorio di Vallermosa,al confine col comune di Villacidro si trovano tre pozzi sacri a breve distanza l un dallaltro Quasi tutti hanno il medesimo schema costruttivo : Il pozzo vero e proprio ricoperto dalla tholos o cupola ,il tutto in pietre pi o meno lavorate , la scala e l atrio o vestibolo.

Ogni sezione probabilmente aveva un diverso livello d accesso e diversit d uso.

Si distingue il pozzo vero e proprio del diametro che va dai 2 ai 3 metri costruito con perizia  specialmente evidente nella copertura realizzata con la tecnica ad aggetto e chiamata tholos dal nome che  i greci avevano dato alle costruzioni sarde che richiamavano le loro Tholoi.

Dal fondo del pozzo una scala di dodici-tredici gradini  portava all atrio pure in pietra ma ricoperto da travi in legno e altri materiali.

Questo locale era lastricato in pietra.Lungo i lati lungo l muro si trovava un sedile continuo pure in pietra.Dalla descrizione operata da F Sedda risulta che l atrio del pozzo Cdi Matzanni aveva il sedile solo dal lato destro .

Questo locale aveva una sua funzione specifica sempre legata al pozzo e alle acque sacre.Si trovano nei pressi segni di cerimoniali sacri quali aree sacrificali ecc.e al suo interno sono stati rinvenuti oggetti  riconducibili ad un uso cerimoniale.

Sempre a Serri nell atrio si nota ancora un bacile e una canaletta che percorre un lungo tratto e porta all esterno del vestibolo .In tale spazio erano sistemati gli ex voto sotto forma di bronzetti. Nell atrio del pozzo A di Matzanni, come gi ricordato fu rinvenuta una piccola ara peraltro scomparsa .

Il Lovisato aveva fatto in tempo ad operare uno schizzo di essa.Il Taramelli se ne era interessato e aveva trovato riscontri di oggetti simili in altre localit del mediterraneo orientale.

Quali cerimonie religiose civili o terapeutiche si celebrassero  non dato sapere con precisione:studi e ricerche hanno tentato di dare spiegazioni pi o meno convincenti.

Uno dei primi  e certamente tra i pi importanti stato R. Petazzoni che studi la religione primitiva in Sardegna e dedic al culto delle acque una parte rilevante della sua opera sull argomento.

Egli descrisse i due pozzi (il terzo non era ancora stato scoperto)e fece uno schizzo del pozzo A.

La sua interpretazione del culto delle acque di largo respiro,i parallelismi con altre culture,esempi attuali di comportamenti umani che richiamano tuttora  le antiche usanze trovano ampio spazio nella sua appassionata trattazione.Invero alcune sue supposizioni sono state superate dalle scoperte e studi successivi.

Secondo lui il pozzo in s non era una fonte bens un deposito d acqua,in alcuni casi addirittura protetta da un coperchio di legno posto in fondo al pozzo.

Che uso si poteva fare di quella acqua cos preziosa e sacra?.

Le acque dei pozzi sacri avevano un fine terapeutico, magico-religioso e civile,se lecito operare una tale distinzione riferita a quel tempo.

Antichi autori greci affermano che in Sardegna esistevano delle sorgenti di acqua miracolosa fredda e calda.

(Tra Vallermosa e Villasor, in localit s Acqua Cotta esiste tuttora una sorgente d acqua calda utilizzata per secoli  a scopo terapeutico e recentemente ceduta ad una societ  produttrice di acque minerali.)

Gli stessi autori riferiscono che quell acqua aveva benefici effetti sugli occhi.

Altri riferiscono che gli effetti terapeutici si estendevano anche ai dolori alle ossa e ad alleviare altri malanni  tra cui i danni provocati dal morso di un insetto particolare che sembra procurasse notevoli disturbi.

Nell atrio dei pozzi venivano collocati dei bronzetti; la loro presenza sembra strettamente legata alle ceromonie religiose che avevano luogo presso il pozzo.

Essi sono stati anche interpretati come una specie diex-voto.

A Serri stata trovato il bronzetto che rappresenta una madre che ringrazia per la guarigione del figlio.(A volte confusa con  la madre dell ucciso di Urzulei )

Riguardo alla localit di Matzanni Il lovisato da notizia di ritrovamenti operati dai primi scavatori clandestini:quasi tutto scomparso eccetto una ciotola di bronzo dorato, una moneta e il famoso bronzetto denominato Barbetta o Offerente che rappresenta secondo l interpretazione di G.Lilliu un popolano  in atto fare offerte votive alla divinit.

L intreccio tra religione,medicina,magia e dato fisico praticamente inscindibile per i nostri protosardi.L origine dei malanni ,o d origine divina o dovuta a cause misteriose certamente note alla divinit che pu intervenire in favore dei fedeli che utilizzano l acqua sacra come mezzo per entrare in contatto con la divinit e ottenere benefici.

La malattia curata con cerimonie religiose in cui l acqua ha una parte importante.Non per niente il Petazzoni,citando le scoperte del Lovisato  avanza l ipotesi che le costruzioni circolari , i cui resti sono situati tra i pozzi  A e B  di Matzanni,fossero ricoveri o dimore per sacerdoti o per fedeli convenuti per pratiche medico-religiose (sul modello di quelle pi note del Santuario di S.Vittoria).

Invero altre pratiche magico-religiose avevano luogo probabilmente nei santuari nuragici come la pratica della incubazione.

Il culto delle acque sacre riveste tuttavia un ruolo molto importante con una valenza profonda nel rapporto tra religione e vita sociale:se infatti l acqua lustrale aveva il potere di guarire gli infermi aveva per contro anche quello di smascherarei colpevoli di vari delitti.

Questo avveniva col rito dell ordalia.

 Il luogo per eccellenza deputato a svolgere questo compito era il pozzo sacro peraltro dedicato ad una divinit (Il Petazzoni indica il Sardus Pater;oggi  si propende per altre indicazioni, forse una divinit locale o forse le antichissime divinit primitive naturali.)

Questo rito sembra fosse abbastanza comune nell antichit tra i popoli del Mediterraneo (Sicilia)e in altre parti del mondo antico ( Africa).

Ma lordalia sarda ha una sua peculiarit ed citata pi volte dagli antichi scrittori latini e greci.